Si sa, il tango è eleganza. Si parla tanto dell’eleganza nel tango e, anche io in un articolo, parlo dell’importanza dell’abbigliamento nel tango argentino. Ma l’eleganza si riduce a questo? Non è forse l’atteggiamento delle persone che rende l’immagine di una persona elegante? A volte capita di vedere abiti molto curati ma che risultano addirittura ridicoli quando non accompagnati dal giusto portamento e comportamento.
L’abito non fa il monaco ..ed infatti è vero. Non basta vestirsi da veri tangheri se poi si balla male. Non basta vestirsi elegantemente, se poi non ci si comporta in modo elegante.
Ma cosa significa comportarsi in modo elegante? Stiamo parlando di tango argentino e, pertanto, la mia risposta sarà contestualizzata e adattata a tale situazione. Essere eleganti implica tante cose, a mio avviso e prima di tutto, il rispetto per il tango e per le persone che lo ballano. Il tango è un ballo che merita attenzioni e cure.
1) Rispettiamo la milonga e le sue regole: rispettare la milonga significa rispettarne le regole di galateo e di comportamento. Ho già trattato di questo argomento in un mio precedente articolo ma voglio ribadire il concetto. Non si può essere eleganti se non si rispetta la ronda, se non si mantengono le distanze con le altre coppie in pista, se non si protegge l’incolumità della propria ballerina e se non si invita nel modo giusto. Non si può parlare di eleganza se si passa in mezzo alla pista durante il ballo, se si sbraita e se si litiga in milonga. Il comportamento corretto e rispettoso delle regole è il primo passo per essere eleganti.
2) Rispettiamo noi stessi e gli altri. Non possiamo essere eleganti se, oltre ad esserci vestiti bene, non ci siamo lavati, se siamo venuti a ballare direttamente usciti dal lavoro e magari “sappiamo di cibo e di odori sgradevoli”. Non possiamo essere eleganti se non pensiamo ad utilizzare accortezze per non odorare di sudore dopo un paio di tande o se abbiamo i vestiti bagnati nell’abbraccio del nostro partner di ballo. Come si può pensare che faccia piacere abbracciare una persona completamente sudata. Prendetevi tempo per asciugarvi tra un tanda e l’altra, vestitevi più leggeri o portatevi un cambio, fate delle pause. Insomma, il tango è un ballo che va ballato con contatto fisico. Facciamo in modo che questo contatto non generi repulsione ma piacere di abbracciare.
3) Rispettiamo il tango come ballo di coppia: L’ho già ribadito ma non è mai abbastanza. Il ballerino non comanda ma propone. Il ballerino non invita .. fa la mirada ed entrambi i sessi possono farla. La mirada può o meno andare a buon fine, ma non ci si deve arrabbiare se non si riesce a ballare con la persona che si vorrebbe invitare. Ballare, per le ballerine, non è un obbligo. Le ballerine non sono sottomesse al volere del ballerino, pena l’ira e la riprovazione generale che si esprime con le frasi “guarda.. ha detto no!!!” oppure “quella ballerina se la tira!!” ecc… Gli inviti vanno fatti con la mirada per non incorrere, appunto, in tali spiacevoli situazioni.
Non si deve pensare, inoltre, che l’uomo sia il “conducente” e la ballerina sia la “guidata”. Non c’è un rapporto gerarchico nel ballo e non siamo in Formula Uno e, neanche, in una corsa in bici. Non si guida. Si segnala e ci si adatta l’uno all’altro in modo consapevole e cordiale. Aspettarsi assoluta obbedienza dalla ballerina non è affatto un atteggiamento elegante. Per tornare al tema di partenza, il rispetto reciproco porta ad un atteggiamento elegante e distinto.
4) Rispettiamo gli altri ballerini offrendogli la migliore versione di noi: L’eleganza è portamento, è cura del dettaglio, è rispetto dell’altro. Facciamo in modo che questo non sia solo a livello fisico, di cura della persona e dell’abbigliamento, ma sia anche uno sforzo di offrire al partner la migliore versione di noi come ballerini.. invitare con la consapevolezza di essersi migliorati, di offrire una bella tanda e non semplicemente ginnastica. Questo significa non adagiarsi ma migliorarsi continuamente come ballerini, offrire un abbraccio confortevole, un ballo curato, elegante e piacevole. Imparare a non strattonare, non tirare, non pesare sull’altro, non pestare i piedi, non mettere in pericolo il partner, insomma, arrivare in milonga sapendo di offrire un buon tango. L’eleganza si esprime anche in questo, offrendo il meglio di noi. Chi offre poco, non perché è poco tempo che balla, ma perché ritiene di ballare già abbastanza bene, chi non pensa alla qualità del suo ballo ma alla quantità, chi se ne frega di offrire un’insufficiente tecnica, una scarsa attenzione, chi non ritiene di doversi migliorare per offrire di più, si comporta in modo irrispettoso ed egoistico e sicuramente in modo non elegante.
Per concludere quando si parla di eleganza nel tango si fa sicuramente riferimento a molte cose, all’abbigliamento, alla postura e all’atteggiamento. L’abbigliamento è la parte sicuramente più facile da modificare. Il resto va studiato, compreso ed accettato. Dobbiamo metterci in discussione per capire come offrire veramente la migliore versione di noi… e sono grata al tango che ci da la possibilità di comprenderlo.
Siate eleganti, siate rispettosi. Buon CondiviTango a tutti.
Silvia Bella
