L’eleganza nel tango. Come offrire la migliore versione di noi stessi.

Si sa, il tango è eleganza. Si parla tanto dell’eleganza nel tango e, anche io in un articolo, parlo dell’importanza dell’abbigliamento nel tango argentino. Ma l’eleganza si riduce a questo? Non è forse l’atteggiamento delle persone che rende l’immagine di una persona elegante? A volte capita di vedere abiti molto curati ma che risultano addirittura ridicoli quando non accompagnati dal giusto portamento e comportamento.

L’abito non fa il monaco ..ed infatti è vero. Non basta vestirsi da veri tangheri se poi si balla male. Non basta vestirsi elegantemente, se poi non ci si comporta in modo elegante.

Ma cosa significa comportarsi in modo elegante? Stiamo parlando di tango argentino e, pertanto, la mia risposta sarà contestualizzata e adattata a tale situazione. Essere eleganti implica tante cose, a mio avviso e prima di tutto, il rispetto per il tango e per le persone che lo ballano. Il tango è un ballo che merita attenzioni e cure.

1) Rispettiamo la milonga e le sue regole: rispettare la milonga significa rispettarne le regole di galateo e di comportamento. Ho già trattato di questo argomento in un mio precedente articolo ma voglio ribadire il concetto. Non si può essere eleganti se non si rispetta la ronda, se non si mantengono le distanze con le altre coppie in pista, se non si protegge l’incolumità della propria ballerina e se non si invita nel modo giusto. Non si può parlare di eleganza se si passa in mezzo alla pista durante il ballo, se si sbraita e se si litiga in milonga. Il comportamento corretto e rispettoso delle regole è il primo passo per essere eleganti.

2) Rispettiamo noi stessi e gli altri. Non possiamo essere eleganti se, oltre ad esserci vestiti bene, non ci siamo lavati, se siamo venuti a ballare direttamente usciti dal lavoro e magari “sappiamo di cibo e di odori sgradevoli”. Non possiamo essere eleganti se non pensiamo ad utilizzare accortezze per non odorare di sudore dopo un paio di tande o se abbiamo i vestiti bagnati nell’abbraccio del nostro partner di ballo. Come si può pensare che faccia piacere abbracciare una persona completamente sudata. Prendetevi tempo per asciugarvi tra un tanda e l’altra, vestitevi più leggeri o portatevi un cambio, fate delle pause. Insomma, il tango è un ballo che va ballato con contatto fisico. Facciamo in modo che questo contatto non generi repulsione ma piacere di abbracciare.

3) Rispettiamo il tango come ballo di coppia: L’ho già ribadito ma non è mai abbastanza. Il ballerino non comanda ma propone. Il ballerino non invita .. fa la mirada ed entrambi i sessi possono farla. La mirada può o meno andare a buon fine, ma non ci si deve arrabbiare se non si riesce a ballare con la persona che si vorrebbe invitare. Ballare, per le ballerine, non è un obbligo. Le ballerine non sono sottomesse al volere del ballerino, pena l’ira e la riprovazione generale che si esprime con le frasi “guarda.. ha detto no!!!” oppure “quella ballerina se la tira!!” ecc… Gli inviti vanno fatti con la mirada per non incorrere, appunto, in tali spiacevoli situazioni.

Non si deve pensare, inoltre, che l’uomo sia il “conducente” e la ballerina sia la “guidata”. Non c’è un rapporto gerarchico nel ballo e non siamo in Formula Uno e, neanche, in una corsa in bici. Non si guida. Si segnala e ci si adatta l’uno all’altro in modo consapevole e cordiale. Aspettarsi assoluta obbedienza dalla ballerina non è affatto un atteggiamento elegante. Per tornare al tema di partenza, il rispetto reciproco porta ad un atteggiamento elegante e distinto.

4) Rispettiamo gli altri ballerini offrendogli la migliore versione di noi: L’eleganza è portamento, è cura del dettaglio, è rispetto dell’altro. Facciamo in modo che questo non sia solo a livello fisico, di cura della persona e dell’abbigliamento, ma sia anche uno sforzo di offrire al partner la migliore versione di noi come ballerini.. invitare con la consapevolezza di essersi migliorati, di offrire una bella tanda e non semplicemente ginnastica. Questo significa non adagiarsi ma migliorarsi continuamente come ballerini, offrire un abbraccio confortevole, un ballo curato, elegante e piacevole. Imparare a non strattonare, non tirare, non pesare sull’altro, non pestare i piedi, non mettere in pericolo il partner, insomma, arrivare in milonga sapendo di offrire un buon tango. L’eleganza si esprime anche in questo, offrendo il meglio di noi. Chi offre poco, non perché è poco tempo che balla, ma perché ritiene di ballare già abbastanza bene, chi non pensa alla qualità del suo ballo ma alla quantità, chi se ne frega di offrire un’insufficiente tecnica, una scarsa attenzione, chi non ritiene di doversi migliorare per offrire di più, si comporta in modo irrispettoso ed egoistico e sicuramente in modo non elegante.

Per concludere quando si parla di eleganza nel tango si fa sicuramente riferimento a molte cose, all’abbigliamento, alla postura e all’atteggiamento. L’abbigliamento è la parte sicuramente più facile da modificare. Il resto va studiato, compreso ed accettato. Dobbiamo metterci in discussione per capire come offrire veramente la migliore versione di noi… e sono grata al tango che ci da la possibilità di comprenderlo.

Siate eleganti, siate rispettosi. Buon CondiviTango a tutti.

Silvia Bella

L’abbraccio nel tango argentino.

Il tango argentino nasce dall’abbraccio. Questo significa che l’abbraccio è una condizione fondamentale per ballare tango. Prima di qualsiasi altra cosa devi abbracciare.

Il movimento che da vita al tango, come ballo di coppia, si genera all’interno dell’abbraccio. La comunicazione dei ballerini è fisica e nasce attraverso il contatto del corpo. Questo presupposto mi è stato chiaro sin dalle prime lezioni di tango nonostante, all’inizio, si utilizzi un abbraccio largo che serve principalmente per imparare i primi passi. L’abbraccio largo è quello in cui il braccio destro del ballerino si posa sulla vita della ballerina mentre il braccio sinistro di lei si appoggia sul braccio di lui.

Insomma all’inizio si ha un avvicinamento progressivo. Con l’andare delle lezioni tuttavia l’abbraccio si farà più stretto. Il braccio sinistro di lei arriverà a cingere le spalle del ballerino mentre il braccio di lui le passerà dietro la schiena.

All’inizio pensare all’abbraccio può spaventare. Come posso io abbracciare uno sconosciuto? Come posso infrangere in un istante tutte quelle barriere che tengono lontane le persone? Nella vita quotidiana se qualcuno si avvicina troppo ti infastidisce. Senti che invade i tuoi spazi. Si crea quell’imbarazzo fastidioso che ti fa allontanare immediatamente per istinto. Soltanto la conoscenza reciproca e la confidenza rendono la vicinanza sopportabile o addirittura piacevole.

Ecco questo, ti assicuro, non vale per il ballo. Te lo assicuro perché l’ho provato e, come me, tutte le altre persone che ballano. Per i ballerini è normale accettare l’invito di uno sconosciuto e abbracciarlo, in abbraccio stretto, al fine di ballare una tanda.

Forse perché nel tango argentino (e probabilmente anche negli altri balli) non ci si vede più come uomo e donna ma come ballerino e ballerina. A questo contatto fisico viene attribuito un significato ben diverso dall’abbraccio d’affetto o d’amore. E’ un abbraccio finalizzato e non è fastidioso, anzi. L’abbraccio è una sicurezza, un limite e un sostegno a volte.

Nell’abbraccio si genera la comunicazione e i ballerini sono talmente concentrati nel comunicare il loro tango, quello che si sta creando in quel momento nel loro abbraccio e durante quella determinata musica, che non rileva l’abbraccio in se ma il suo significato.

Quanti tipi di abbracci esistono? Abbraccio largo, stretto, elastico..

Può capitare di vedere coppie che non modificano mai il loro abbraccio. Rimangono in abbraccio aperto ballando alla stessa distanza sia che stiano facendo una camminata, un giro o altro ancora.

Bisogna dire che l’abbraccio è una convenzione. Come il tango anche l’abbraccio è in evoluzione. Normalmente, in milonga, si utilizza l’abbraccio stretto perché il tango, in questo caso, è un qualcosa di intimo che si svolge nella coppia. I ballerini ballano per se stessi. Per stare bene e divertirsi. Per emozionarsi e sentire il tango come una comunicazione a due.

La necessità di allargare l’abbraccio si è avuta con il tango nuevo. Un tango che era particolarmente di moda anni fa e che prevedeva un abbraccio largo e passi e melodie più morbidi e lenti. L’abbraccio largo consente di eseguire figure più complesse e, per questo, sovente è utilizzato anche nelle esibizioni di tango. Molti, ancora adesso, amano ballare con questo tipo di abbraccio.

Recentemente è tornato preponderante il ballo in abbraccio stretto. I maestri argentini che attualmente insegnano il tango in Italia propongono un abbraccio stretto ma elastico.  L’abbraccio elastico è nato dall’evoluzione del tango. Quando sono stati ampliati i passi del tango e introdotte nuove combinazioni e possibilità si è creata l’esigenza di allargare l’abbraccio per consentire l’effettuazione di alcuni passi per poi tornare in abbraccio stretto immediatamente dopo.

Pertanto, se vedete due ballerini sempre in abbraccio largo, in milonga, potrebbero essere amanti del tango nuevo oppure non amare il troppo contatto fisico. L’abbraccio è una scelta legata alla propria indole e ai propri gusti.

L’abbraccio largo è anche utilizzato molto negli spettacoli di tango. In quella circostanza, infatti, il tango non è ballato per la coppia ma per il pubblico.  In tal caso è la soluzione migliore per rendere visibile il ballo all’esterno.

Personalmente, se parliamo di tango ballato in milonga, io prediligo l’abbraccio stretto nella sua accezione moderna di abbraccio elastico perché lo ritengo adatto alla mia personalità e al mio modo di ballare e sentire il tango argentino. Lo sento completo perché consente di unire l’esigenza di interiorità e di intimità con quella di libertà di espressione ed improvvisazione.

Se ti fa piacere lasciami un commento sul blog o sulla pagina facebook. Che abbraccio preferisci? Quale ti piacerebbe sperimentare?

Buon tango a tutti!!! al prossimo articolo.

Silvia Bella

Abbigliamento in milonga. Tango argentino.

Come ci si veste in milonga? Abbiamo sempre sentito dire che la milonga è un posto elegante e che bisogna vestirsi bene ma, la domanda sorge spontanea, cosa significa vestirsi bene in milonga?

Sappiamo perfettamente che, a seconda dei contesti, esiste un abbigliamento appropriato, quantomeno per convenzione sociale, per non risultare un “pesce fuor d’acqua” e non essere additati come sconvenienti. Ogni contesto ha un  abbigliamento adatto. Sappiamo benissimo, infatti, che non possiamo andare in smoking ad un festa informale o presentarci in pantaloncini corti ad un matrimonio, ma non è assolutamente scontato quale vestiario richieda una milonga.

Lungi da me dirti quale abbigliamento utilizzare ma, se ti fa piacere, vorrei darti due dritte in merito.

Prima di tutto desidero precisare che è importante vestirsi come ci si sente. Io inizialmente, come ho già detto in un mio precedente articolo, andavo in milonga vestita con i miei abiti estivi. Vestitini che mi consentivano di muovermi liberamente ma che non avevano niente a che fare con i vestiti da tango. D’altronde ero una principiante e non mi dispiaceva che si vedesse anche da fuori. La prima cosa che ho comprato sono state le scarpe da tango perché, effettivamente, con le calzature adeguate si balla più agevolmente e si fa meno fatica. Questo non significa che sia inappropriato vestirsi “da tango” sin dall’inizio. Ognuno deve fare quello che lo fa sentire a proprio agio e tutti siamo diversi.

Quindi, se sei alle prime armi, non è obbligatorio vestirsi da tanghera o da tanghero se non ti fa stare a tuo agio. Usa quello che hai a casa pensando però che non deve intralciare il ballo. Quindi niente tubini senza uno spacco profondo, niente gonne lunghissime e a, mio avviso, niente minigonne. Se sei un uomo usa pure il completo elegante o casual che hai a casa con una camicia, meglio non usare pantaloni troppo stretti che impediscono i movimenti e che, sinceramente, non sono neanche un bel vedere.

Abbigliamento da tango:

Non tutte le milonghe sono uguali:

Le milonghe formali (come eventi organizzati in posti raffinati o le milonghe di gala dei festival o gli eventi in cui si assiste ad un concerto prima o durante la milonga ecc.) richiedono un abbigliamento particolarmente curato, vestito o completo da tango per lei, con scarpa nuova o poco consumata, e giacca, cravatta e, perché no, gilet per lui.

Le milonghe meno formali (come eventi all’aperto, milonghe settimanali delle scuole di tango ecc..) necessitano di un abbigliamento meno impegnativo. La donna può concedersi un completo meno elegante e l’uomo si può presentare senza cravatta e con una giacca più sportiva. Insomma sempre curati ma più casual.

Mi raccomando solo di evitare di vestirsi con completi adatti alle esibizioni di tango escenario durante una qualsivoglia milonga, anche la più formale od elegante (sarebbe come andare al compleanno di tuo nipote in frac).

L’abbigliamento tanghero si trova facilmente, ci sono negozi specializzati che vendono ogni genere di abito, gonna, pantalone, scarpe ecc..  e potrai trovare ampia scelta anche durante le milonghe o gli eventi che espongono questi “prodotti” in vendita. Certamente l’importante è scegliere bene. Prova sempre i vestiti per verificare come ti stanno, sovente sono capi fatti a mano e le taglie possono variare. Inoltre ci sono vari modelli di abito, prendi quello che più ti valorizza.

Scarpe da tango

Da donna: Scegliere le scarpe da tango non è semplice. La mia prima scarpa l’ho acquistata con il tacco decisamente troppo alto, era bellissima, nera scamosciata con tacco 10. Poi mi sono resa conto che ballare su quei trampoli era troppo faticoso. Te lo sconsiglio vivamente.

Io porto il 39 e un tacco 8 va più che bene. Ha ugualmente una bella linea ma è più confortevole. Controlla che il plantare sia morbido, quando lo schiacci deve affondare il dito, altrimenti risulteranno troppo dure e ti verrà male ai piedi. Ricorda che il peso della donna è tutto sulla parte anteriore del piede. La suola normalmente è di bufalina o in altro materiale e consente di scivolare in modo corretto. Per la forma e il colore sbizzarrisciti. Ricorda però che le paillettes tendono a staccarsi, pertanto, accertati che le scarpe siano di prima scelta altrimenti, alla prima milonga, resteranno tutte sulla pista.

Da uomo: Per parlare delle scarpe da uomo ho chiesto una consulenza al mio ballerino e vi riferisco le sue parole. Le scarpe da uomo devono essere comode e rispecchiare il gusto di chi le indossa. La suola deve essere in bufalina, almeno all’inizio, perché questo ti consente di abituarti alla precarietà della poca aderenza con il pavimento necessaria per “pivottare” e fare movimenti fluidi. Successivamente si può passare alle suole composite o in cuoio che sono ancora più scivolose. Insomma andate per gradi.

Forse mi sono dilungata un po’ troppo sull’argomento quindi non mi resta che augurarti buona milonga. Al prossimo articolo!

Silvia Bella

Come prepararsi alla Milonga. Tango argentino.

Se avete già provato a ballare improvvisando durante le ore di pratica nella vostra scuola, ma non avete ancora provato a cimentarvi sulla pista di una vera milonga, questo è il passo successivo che dovete affrontare.

Come ho già accennato nel mio precedente articolo, per andare in milonga è importante sentirsi preparati ed acquisire un po’ di fiducia in se stessi. E’ corretto che tu abbia aspettato di sentirti un po’ più a tuo agio con i passi del tango, ma ora è il momento di buttarsi.

Se sei un uomo

La milonga può spaventare, specialmente se sei uomo, in quanto iniziare a ballare su una pista, seguendo la ronda, in mezzo ad altri ballerini che si muovono intorno a te, è già di per sé complicato. Ma farlo cercando di eseguire i movimenti corretti e segnalando, al contempo, quelli della ballerina, è ancora più problematico.

E’ comprensibile pertanto che ti possa sentire sotto pressione. Per aiutarti ad affrontare al meglio la tua prima milonga vorrei darti alcuni consigli:

1.Invita ballerine che conosci. Inizialmente invitare ballerine che conosci ti aiuterà a sentire meno l’ansia da prestazione e sentirti più rilassato mentre balli.

2.Balla in centro pista. Per convenzione i ballerini più esperti ballano seguendo una ronda esterna mentre i ballerini meno esperti dovrebbero posizionarsi più all’interno, seguendo una ronda centrale più piccola. In questo modo potrai ballare più tranquillamente senza preoccuparti di fermare la ronda dei ballerini veterani. Ballerai sicuramente con meno ansia.

3.Esegui passi che conosci bene. Per provare i passi appresi nella lezione del giorno prima sono più indicate le pratiche. Balla in modo rilassato proponendo passi conosciuti e fai attenzione al ritmo della musica. Anche se fai pochi passi, se vai a tempo, sarai molto apprezzato.

4.Quando non balli guarda i ballerini più esperti, la postura e il loro modo di ballare in ronda. Si apprende anche così.

In ogni caso l’importante è divertirsi quindi, non considerare la milonga come una prova da superare, ma come l’occasione di divertirsi e di fare nuove amicizie.

Se sei una donna

Se sei una donna avrai meno problemi ad andare in milonga per la prima volta. Almeno in questo frangente siamo fortunate. Io ci sono andata già dopo circa 4 o 5 lezioni (poco più di un mese) e ancor prima di aver comprato le mie prime scarpe da tango (che ho acquistato dopo circa due mesi).

Abbiamo meno problemi ad affrontare la milonga perché siamo guidate dal ballerino. Non dobbiamo pensare alla ronda né alla direzione, ma solo sentire i segnali. L’unico nostro compito, inizialmente, è percepire, con il nostro corpo, il segnale che ci da l’uomo e trasformarlo in movimento.

Non dobbiamo pensare ai passi, non siamo a lezione e non sappiamo in anticipo quello che ci verrà proposto. Dobbiamo solo metterci in ascolto e seguire, senza anticipare i movimenti, all’interno dell’abbraccio del tango.

Durante le mie prime milonghe, tuttavia, ero preoccupata che i ballerini mi potessero proporre passi troppo difficili che non avevo ancora studiato. Probabilmente era una paura infondata perché era chiaro che ero nuova nell’ambiente. In ogni caso mi faceva sentire più sicura comunicare, al tanghero che mi invitava, di essere una principiante. In questo modo ero certa che non mi avrebbe proposto passi eccessivamente complicati. Se questa è anche una tua preoccupazione, qualora fossi invitata da qualcuno che non conosci, potresti fare altrettanto.

Altro consiglio che mi sento di darti è: fai attenzione agli inviti. L’invito infatti potrebbe arrivare anche solo con uno sguardo, la mirada (di cui ho parlato nel precedente articolo). Così se in milonga, un uomo ti guarda insistentemente, probabilmente ti sta invitando a ballare. Tu, se vuoi accettare l’invito, non abbassare lo sguardo e fai un cenno della testa in segno di assenso. Attendi che ti abbia raggiunto ed alzati seguendolo sulla pista e via alle danze.

In ogni caso la parola d’ordine è divertirsi. Quindi, che tu sia ballerino o ballerina… buttati nella tua prima milonga e buon tango a tutti!!! al prossimo articolo.

Silvia Bella

Tango argentino. La milonga e le sue regole.

Quando si può andare per la prima volta in milonga? come devo affrontarla? chi posso invitare e come? Queste sono alcune delle domande che i ballerini alle prime armi si pongono quando iniziano a pensare di andare a ballare in milonga.

Prima di tutto vorrei chiarire cosa sia una milonga. Questo termine, ai più sconosciuto, indica un posto fisico in cui si balla il tango argentino. Può essere in un posto chiuso (un locale, una palestra, una discoteca ecc) oppure anche in un posto aperto (un giardino, una piazza ecc..). Ovunque ci sia musica da tango e dei ballerini che ballano, quella è una milonga.

Normalmente le milonghe sono organizzate in posti in cui sia agevole ballare. Il pavimento deve essere liscio, per consentire ai ballerini di muoversi in modo comodo e di effettuare agevolmente i pivot tipici del tango, e in piano, per tutelare la stabilità dei ballerini.

Di solito la pista da ballo è delimitata da sedie e tavolini ed è li che i ballerini si siedono tra una tanda (insieme di brani musicali suonati in sequenza ed intercalati da una cortina non ballabile) e l’altra. Le dame si siedono e attendono l’invito dei cavalieri.

Questa consuetudine dell’invito dell’uomo, che qualcuno ritiene debba essere superata, deriva dalla tradizione argentina. Il modo più elegante per l’uomo di invitare una dama è con la mirada, uno sguardo. Quando gli occhi di due tangheri si incrociano e nessuno dei due abbassa lo sguardo è fatta. Normalmente la donna risponde con il cabeceo, un gesto della testa che indica assenso. Dopo di che, entrambi raggiungono la pista da ballo incontrandosi nell’abbraccio del tango. Questo ovviamente sarebbe il modo più elegante di invitare, ma sovente capita che il ballerino, per mille motivi, vada direttamente davanti alla ballerina per chiederle di ballare (metodo meno elegante ma sicuramente efficace). Io ti consiglio di usare il primo metodo almeno con le ballerine sconosciute, farai sicuramente un’impressione migliore. Anche le ballerine, in realtà, possono fare la mirada ovverosia cercare, a loro volta, di intercettare lo sguardo del ballerino con cui vogliono ballare, sperando che lui ricambi il suo sguardo, ma ufficialmente l’invito arriva dall’uomo.

Solo in alcuni posti e solo in alcune milonghe, talvolta per consentire a tutte le donne di ballare, gli organizzatori mettono una “tanda rosa”. Una tanda in cui è consentito l’invito alle donne. Ma questa è una eccezione e non so neanche quanto questa pratica sia diffusa.

L’atmosfera della milonga è decisamente seriosa. I ballerini ballano con espressioni concentrate e la musica normalmente varia tra il romantico e lo struggente (molto suggestiva a vedersi) ma le tande di tango e di vals vengono intercalate (a scadenza) da una tanda di milonga (ballo più veloce e più giocoso che trasforma per un attimo l’atmosfera in una sua versione più leggera).

Quando posso andare in milonga? Non c’è un livello minimo di studio di tango per andare in milonga, tuttavia, i ballerini devono sentirsi di farlo in quanto devono poter ballare senza intralciare la ronda (il giro antiorario che convenzionalmente si usa per ballare in pista) e senza mettere in pericolo la ballerina. Per le dame è più semplice perché sono guidate dal loro cavaliere. Queste ultime possono andare in milonga quando ritengono di riuscire ad interpretare almeno i segnali dei passi fondamentali del tango.

Cosa indispensabile da sapere, inoltre, è che la milonga ha il suo galateo. Le regole che vengono applicate in Italia sono meno restrittive di quelle argentine ma, chi vuole parteciparvi, deve conoscerle, ecco le fondamentali:

1.L’abbigliamento in milonga deve essere appropriato al luogo (tratterò in un altro articolo questo argomento)

2.Se la donna è accompagnata, la prima tanda e l’ultima deve ballarle con il suo accompagnatore (evitare di invitare ballerine accompagnate appena arrivate o all’ultima tanda).

3.I ballerini devono ballare in pista seguendo la ronda (girando in senso antiorario, senza zigzagare e senza fare passi indietro per evitare collisioni). L’uomo procede in senso della pista e pertanto deve ballare senza intralciare altri ballerini e proteggendo la sua dama (che balla in senso inverso e non vede la pista) da eventuali urti.

4.Il ballerino deve rispettare il livello di ballo della ballerina che ha invitato proponendole solo passi che conosce o comunque idonei alla sua preparazione. Il primo brano della tanda serve per testare la risposta ai segnali di comunicazione nella coppia e, solo nei brani successivi, possono essere proposti passi più elaborati.

5.In milonga non si insegna e non si parla durante il ballo (il tango richiede concentrazione, chiacchierare deconcentra e rende impossibile ballare senza incorrere in errori, collisioni o infortuni vari).

6.Chi non balla può chiacchierare ma senza disturbare i ballerini, inoltre non può attraversare la pista durante il ballo, ma dovrà camminare ai bordi senza intralciare la ronda.

7.Si deve curare la pulizia personale. Se si suda molto è importante portarsi il necessario per rinfrescarsi. Il tango si balla abbracciati e deve essere un piacere sentire il profumo dell’altro, non un supplizio a causa della sua puzza.

A mio avviso queste sono le regole più importanti che devono assolutamente essere rispettate da tutti coloro che vogliono frequentare una milonga.

Al prossimo articolo e buon tango a tutti.

Silvia Bella