Il tango argentino nasce dall’abbraccio. Questo significa che l’abbraccio è una condizione fondamentale per ballare tango. Prima di qualsiasi altra cosa devi abbracciare.
Il movimento che da vita al tango, come ballo di coppia, si genera all’interno dell’abbraccio. La comunicazione dei ballerini è fisica e nasce attraverso il contatto del corpo. Questo presupposto mi è stato chiaro sin dalle prime lezioni di tango nonostante, all’inizio, si utilizzi un abbraccio largo che serve principalmente per imparare i primi passi. L’abbraccio largo è quello in cui il braccio destro del ballerino si posa sulla vita della ballerina mentre il braccio sinistro di lei si appoggia sul braccio di lui.
Insomma all’inizio si ha un avvicinamento progressivo. Con l’andare delle lezioni tuttavia l’abbraccio si farà più stretto. Il braccio sinistro di lei arriverà a cingere le spalle del ballerino mentre il braccio di lui le passerà dietro la schiena.
All’inizio pensare all’abbraccio può spaventare. Come posso io abbracciare uno sconosciuto? Come posso infrangere in un istante tutte quelle barriere che tengono lontane le persone? Nella vita quotidiana se qualcuno si avvicina troppo ti infastidisce. Senti che invade i tuoi spazi. Si crea quell’imbarazzo fastidioso che ti fa allontanare immediatamente per istinto. Soltanto la conoscenza reciproca e la confidenza rendono la vicinanza sopportabile o addirittura piacevole.
Ecco questo, ti assicuro, non vale per il ballo. Te lo assicuro perché l’ho provato e, come me, tutte le altre persone che ballano. Per i ballerini è normale accettare l’invito di uno sconosciuto e abbracciarlo, in abbraccio stretto, al fine di ballare una tanda.
Forse perché nel tango argentino (e probabilmente anche negli altri balli) non ci si vede più come uomo e donna ma come ballerino e ballerina. A questo contatto fisico viene attribuito un significato ben diverso dall’abbraccio d’affetto o d’amore. E’ un abbraccio finalizzato e non è fastidioso, anzi. L’abbraccio è una sicurezza, un limite e un sostegno a volte.
Nell’abbraccio si genera la comunicazione e i ballerini sono talmente concentrati nel comunicare il loro tango, quello che si sta creando in quel momento nel loro abbraccio e durante quella determinata musica, che non rileva l’abbraccio in se ma il suo significato.
Quanti tipi di abbracci esistono? Abbraccio largo, stretto, elastico..
Può capitare di vedere coppie che non modificano mai il loro abbraccio. Rimangono in abbraccio aperto ballando alla stessa distanza sia che stiano facendo una camminata, un giro o altro ancora.
Bisogna dire che l’abbraccio è una convenzione. Come il tango anche l’abbraccio è in evoluzione. Normalmente, in milonga, si utilizza l’abbraccio stretto perché il tango, in questo caso, è un qualcosa di intimo che si svolge nella coppia. I ballerini ballano per se stessi. Per stare bene e divertirsi. Per emozionarsi e sentire il tango come una comunicazione a due.
La necessità di allargare l’abbraccio si è avuta con il tango nuevo. Un tango che era particolarmente di moda anni fa e che prevedeva un abbraccio largo e passi e melodie più morbidi e lenti. L’abbraccio largo consente di eseguire figure più complesse e, per questo, sovente è utilizzato anche nelle esibizioni di tango. Molti, ancora adesso, amano ballare con questo tipo di abbraccio.
Recentemente è tornato preponderante il ballo in abbraccio stretto. I maestri argentini che attualmente insegnano il tango in Italia propongono un abbraccio stretto ma elastico. L’abbraccio elastico è nato dall’evoluzione del tango. Quando sono stati ampliati i passi del tango e introdotte nuove combinazioni e possibilità si è creata l’esigenza di allargare l’abbraccio per consentire l’effettuazione di alcuni passi per poi tornare in abbraccio stretto immediatamente dopo.
Pertanto, se vedete due ballerini sempre in abbraccio largo, in milonga, potrebbero essere amanti del tango nuevo oppure non amare il troppo contatto fisico. L’abbraccio è una scelta legata alla propria indole e ai propri gusti.
L’abbraccio largo è anche utilizzato molto negli spettacoli di tango. In quella circostanza, infatti, il tango non è ballato per la coppia ma per il pubblico. In tal caso è la soluzione migliore per rendere visibile il ballo all’esterno.
Personalmente, se parliamo di tango ballato in milonga, io prediligo l’abbraccio stretto nella sua accezione moderna di abbraccio elastico perché lo ritengo adatto alla mia personalità e al mio modo di ballare e sentire il tango argentino. Lo sento completo perché consente di unire l’esigenza di interiorità e di intimità con quella di libertà di espressione ed improvvisazione.
Se ti fa piacere lasciami un commento sul blog o sulla pagina facebook. Che abbraccio preferisci? Quale ti piacerebbe sperimentare?
Buon tango a tutti!!! al prossimo articolo.
Silvia Bella

