L’abbraccio nel tango argentino.

Il tango argentino nasce dall’abbraccio. Questo significa che l’abbraccio è una condizione fondamentale per ballare tango. Prima di qualsiasi altra cosa devi abbracciare.

Il movimento che da vita al tango, come ballo di coppia, si genera all’interno dell’abbraccio. La comunicazione dei ballerini è fisica e nasce attraverso il contatto del corpo. Questo presupposto mi è stato chiaro sin dalle prime lezioni di tango nonostante, all’inizio, si utilizzi un abbraccio largo che serve principalmente per imparare i primi passi. L’abbraccio largo è quello in cui il braccio destro del ballerino si posa sulla vita della ballerina mentre il braccio sinistro di lei si appoggia sul braccio di lui.

Insomma all’inizio si ha un avvicinamento progressivo. Con l’andare delle lezioni tuttavia l’abbraccio si farà più stretto. Il braccio sinistro di lei arriverà a cingere le spalle del ballerino mentre il braccio di lui le passerà dietro la schiena.

All’inizio pensare all’abbraccio può spaventare. Come posso io abbracciare uno sconosciuto? Come posso infrangere in un istante tutte quelle barriere che tengono lontane le persone? Nella vita quotidiana se qualcuno si avvicina troppo ti infastidisce. Senti che invade i tuoi spazi. Si crea quell’imbarazzo fastidioso che ti fa allontanare immediatamente per istinto. Soltanto la conoscenza reciproca e la confidenza rendono la vicinanza sopportabile o addirittura piacevole.

Ecco questo, ti assicuro, non vale per il ballo. Te lo assicuro perché l’ho provato e, come me, tutte le altre persone che ballano. Per i ballerini è normale accettare l’invito di uno sconosciuto e abbracciarlo, in abbraccio stretto, al fine di ballare una tanda.

Forse perché nel tango argentino (e probabilmente anche negli altri balli) non ci si vede più come uomo e donna ma come ballerino e ballerina. A questo contatto fisico viene attribuito un significato ben diverso dall’abbraccio d’affetto o d’amore. E’ un abbraccio finalizzato e non è fastidioso, anzi. L’abbraccio è una sicurezza, un limite e un sostegno a volte.

Nell’abbraccio si genera la comunicazione e i ballerini sono talmente concentrati nel comunicare il loro tango, quello che si sta creando in quel momento nel loro abbraccio e durante quella determinata musica, che non rileva l’abbraccio in se ma il suo significato.

Quanti tipi di abbracci esistono? Abbraccio largo, stretto, elastico..

Può capitare di vedere coppie che non modificano mai il loro abbraccio. Rimangono in abbraccio aperto ballando alla stessa distanza sia che stiano facendo una camminata, un giro o altro ancora.

Bisogna dire che l’abbraccio è una convenzione. Come il tango anche l’abbraccio è in evoluzione. Normalmente, in milonga, si utilizza l’abbraccio stretto perché il tango, in questo caso, è un qualcosa di intimo che si svolge nella coppia. I ballerini ballano per se stessi. Per stare bene e divertirsi. Per emozionarsi e sentire il tango come una comunicazione a due.

La necessità di allargare l’abbraccio si è avuta con il tango nuevo. Un tango che era particolarmente di moda anni fa e che prevedeva un abbraccio largo e passi e melodie più morbidi e lenti. L’abbraccio largo consente di eseguire figure più complesse e, per questo, sovente è utilizzato anche nelle esibizioni di tango. Molti, ancora adesso, amano ballare con questo tipo di abbraccio.

Recentemente è tornato preponderante il ballo in abbraccio stretto. I maestri argentini che attualmente insegnano il tango in Italia propongono un abbraccio stretto ma elastico.  L’abbraccio elastico è nato dall’evoluzione del tango. Quando sono stati ampliati i passi del tango e introdotte nuove combinazioni e possibilità si è creata l’esigenza di allargare l’abbraccio per consentire l’effettuazione di alcuni passi per poi tornare in abbraccio stretto immediatamente dopo.

Pertanto, se vedete due ballerini sempre in abbraccio largo, in milonga, potrebbero essere amanti del tango nuevo oppure non amare il troppo contatto fisico. L’abbraccio è una scelta legata alla propria indole e ai propri gusti.

L’abbraccio largo è anche utilizzato molto negli spettacoli di tango. In quella circostanza, infatti, il tango non è ballato per la coppia ma per il pubblico.  In tal caso è la soluzione migliore per rendere visibile il ballo all’esterno.

Personalmente, se parliamo di tango ballato in milonga, io prediligo l’abbraccio stretto nella sua accezione moderna di abbraccio elastico perché lo ritengo adatto alla mia personalità e al mio modo di ballare e sentire il tango argentino. Lo sento completo perché consente di unire l’esigenza di interiorità e di intimità con quella di libertà di espressione ed improvvisazione.

Se ti fa piacere lasciami un commento sul blog o sulla pagina facebook. Che abbraccio preferisci? Quale ti piacerebbe sperimentare?

Buon tango a tutti!!! al prossimo articolo.

Silvia Bella

Il tango argentino: la comunicazione tra i ballerini

Il tango è comunicazione, è un linguaggio che si apprende come si impara una lingua straniera. Imparare il tango argentino vuole dire apprendere come comunicare non solo come muoversi.

Il ballerino e la ballerina si muovono in una concatenazione di movimenti che sono il risultato di proposte e risposte, di inviti e di riscontri. I ballerini si uniscono su una pista da ballo in un abbraccio denso di significato e con una semplice intenzione portano avanti un ballo lungo un brano, tra pause, accelerazioni, respiri e contatto.

La donna deve seguire l’uomo?

Alla prima lezione di tango ti viene, giustamente, detto che la ballerina deve seguire. E’ il ballerino che “comanda”, è il ballerino che decide cosa si fa e quando. E’ il ballerino che si prende la responsabilità della ronda, di proteggere la ballerina, di farla ballare in sicurezza e in modo piacevole, di sfruttare gli spazi vuoti della milonga in un percorso, a volte poco agevole, tra gli altri ballerini.

Tutto questo è vero perché all’inizio sarebbe troppo complicato spiegare che anche la ballerina deve fare del suo. La ballerina non è una mera esecutrice di movimenti. Lei può decidere di non rispondere ad un segnale, ha la libertà di non fare quel gancio, se vede che non c’è lo spazio per farlo, di non fare quel voleo, se lo ritiene pericoloso, insomma di non rispondere ad un segnale qualora lo ritenga opportuno.

Però sarebbe necessario che i ballerini fossero consapevoli di tale scelta. Alcuni di loro infatti interpretano come poco brave ballerine che non eseguono pedissequamente i segnali dati. I ballerini con più esperienza, tuttavia, sanno che talvolta un segnale potrebbe non essere compreso o non eseguito e pertanto procedono nel loro ballo da quel momento, senza recriminare o giudicare. Un bravo ballerino sa che il segnale è una proposta non un ordine e che la ballerina può e deve interpretare il suo ballo senza costrizioni.

Questo non significa che le ballerine da ora in poi possano muoversi a caso perché si sentono in diritto di non seguire i segnali. Significa solo che, fermo restando che è sacrosanto seguire le proposte dal ballerino, devono sentirsi libere, talvolta, di non eseguire un passo che ritengono, in quel momento, non appropriato (faccio solo l’esempio di un gancio alto quando hanno un abbigliamento che non consente di alzare troppo le gambe).

L’attenzione del ballerino durante il ballo.

Il ballerino deve essere molto attento ai passi che propone. Le proposte infatti devo essere adeguate alla preparazione e alla predisposizione della ballerina. Per questo il primo brano della tanda serve a testare la comunicazione dei segnali e la risposta della tanghera agli stessi. Serve a capire la sintonia della coppia. Anche due ballerini esperti potrebbero non trovarsi bene a ballare assieme, non è solo questione di preparazione ma di feeling. Il tango è un linguaggio complesso in cui sovente si parla con accenti diversi, non tutti si capiscono, ma si possono imparare.

Se è vero che ballerini che si incontrano per la prima volta potrebbero far fatica a ballare assieme è anche vero che in quel caso la tanda dovrebbe essere impostata in modo semplice e lineare, senza tentare passi complicati o azzardati. Prudenza è la parola d’ordine sempre, ma specialmente in questi casi.

Ruolo della ballerina

Le ballerine devono sentire, devono capire i segnali e rispondere con energia e decisione. Sono partner di ballo non marionette. Sono il fulcro e la parte più visibile e più bella della coppia. Devono assolutamente interpretare seguendo il ritmo e i segnali con la consapevolezza di essere le regine del ballo. Devono saper essere belle, eleganti e sensuali. Devono abbellire il tango non solo con i bei vestiti ma anche con le movenze, con l’eleganza. Utilizzare abbellimenti e vezzi da ballerina, curare la postura del piede e della schiena. Insomma è necessario imparare la tecnica.

La tecnica come parte fondamentale della comunicazione

La tecnica va imparata anche dall’uomo ovviamente. Anche il ballerino deve essere bello ed elegante. Ma apprendere la tecnica serve principalmente per diventare buon esecutore di passi e di segnali. Dare un buon segnale, con il corpo e non con le braccia, con l’intenzione che arriva dalla respirazione e dall’energia del baricentro e non dallo spostamento, sono abilità che si imparano esclusivamente seguendo corsi di  tecnica.

Per avere un buona comunicazione quindi entrambi i ballerini devono acquisire la tecnica, non solo i passi. Una volta che sarà interiorizzata quella si potrà dire di aver fatto un notevole salto di qualità.

Concludo questo articolo con l’augurio che proviate più abbracci possibili, che sperimentiate molti accenti e che troviate il piacere di interpretare assieme la musica. Non c’è cosa più bella.

Buon tango a tutti e al prossimo articolo.

Silvia Bella

Milonghe del Festival di Cuneo. Cosa ci attende.

Come avevo promesso eccomi a scrivere delle milonghe del Festival di Cuneo e dei suoi ospiti.

Durante la prima serata, venerdì 28 giugno si svolgerà la milonga di benvenuto con la partecipazione di Dj Rampini, conosciuto ormai in tutto il mondo per il suo repertorio prevalentemente classico e coinvolgente. Propone musica ballabile, piena di grandi orchestre, che mescola con equilibrio il  passato e le interpretazioni contemporanee.

Questa prima milonga sarà inoltre l’occasione per conoscere i maestri che, dal giorno successivo, terranno lezione.

La milonga di Gala del sabato, sarà, a mio avviso, una serata da non perdere. Oltre alle esibizioni dei maestri, che trovo sempre veramente suggestive, potremo apprezzare anche la musica dal vivo.

Chi non ha mai provato a ballare con una orchestra dal vivo deve assolutamente provare. E’ una esperienza unica, emozionante. Ti assicuro, per esperienza personale, che ballare la stessa canzone riprodotta da un cd o dal vivo è completamente diverso. Le sonorità e le melodie sono più intense. La canzone è più viva perché si sta creando, proprio in quel momento, per noi.

Insomma, un’esperienza totalizzante che unisce il movimento e la melodia in tempo reale. Ci accompagneranno in questa serata il “Sexteto Milonguero”, una delle orchestre più conosciute che ha viaggiato in tutto il mondo portando con se una personalità unica ed inconfondibile. Suonano e cantano un tango ballabile molto variegato e completo. Il loro repertorio è composto da canzoni proprie e canzoni della tradizione argentina. E’ una musica che fonde al suo interno diverse influenze, dalla musica popolare, al jazz, al rock…  che ci porterà tra le strade e l’atmosfera di Buenos Aires.

Il Sexteto Milonguero “nasce dal desiderio di vedere la gente ballare e dal desiderio di creare una orchestra con temi e stili di varie orchestre famose degli anni 40 che alla gente piace ballare” così rispondeva Javier Di Ciriaco, leader del gruppo, in una intervista alla rivista di tango romana “Tango in Roma”. E poi riferendosi alla propria esperienza rock continuava “Il Sexteto ha formato uno stile e una energia molto forte e viva tipica delle rock band, facciamo un repertorio che ci piace suonare e ballare tipico delle milonghe di Buenos Aires, mescolando diversi ritmi ma sempre rispettando la ballabilità”.

Non nascondo che questa mescolanza di stili mi incuriosisce molto e non vedo l’ora di sentirli dal vivo e ballare la loro musica.

Nella stessa serata avremo anche un famoso tdj: Punto Y Branca. Argentino, i suoi genitori erano ballerini di tango e pertanto ha respirato questa musica sin dall’infanzia.

Venuto in Italia per motivi lavorativi che esulavano dal tango argentino, fondava nel 2001 LaCueva TangoClub a Milano. Lì si potevano ascoltare le sue sofisticate selezioni di tango in un appuntamento settimanale definito “Serata di culto della notte milanese”.

Una curiosità sulla scelta del nome: Inizialmente Punto y Branca erano in due; uno era un assiduo bevitore di Punt e Mes e l’altro di Fernet Branca e a quel tempo era uscito un disco dell’orchestra Fernandez Fierro in cui uno dei brani si intitolava “Punto y Branca”. Ed ecco la scelta.

Diventato un tdj famoso in tutto il mondo, ha recentemente vinto “l’Internacional Premios Tango” come Miglior Internazionale Dj 2018 (Gli Oscar’s del Tango).

Una sua caratteristica è che non prepara mai una playlist, il metro che usa nella scelta dei pezzi è l’attenzione alla presenza della gente in pista. Ciò gli consente di capire quello che piace di più ballare in quella serata e proporre proprio le tande che riempiono la pista. Da questo si capisce che ama il suo lavoro e che ama l’energia che sprigiona da una pista da ballo

Questo a mio avviso fa di questa serata una milonga da non perdere. Io sicuramente ci sarò.

Ultima milonga della despedida alla domenica pomeriggio/sera, sarà musicalizzata da un’amica e tdj di Alba “Maria di Giacomo”. Se vuoi chiudere in bellezza il festival fermati a ballare la sua musica che è sempre speciale e molto ballabile.

Se vuoi partecipare al festival non attendere altro tempo e prenota le milonghe e gli stage. Come ho detto ci sono pacchetti che consentono di risparmiare e di godere a pieno di tutte le opportunità che questo evento offre.

Chiudo questo articolo augurandoti un buon festival certa di aver fatto cosa gradita. Conoscere in anticipo quello che ci sarà e le particolarità dell’evento rende tutto più magico.

Al prossimo articolo e buon tango a tutti.

Silvia Bella

Abbigliamento in milonga. Tango argentino.

Come ci si veste in milonga? Abbiamo sempre sentito dire che la milonga è un posto elegante e che bisogna vestirsi bene ma, la domanda sorge spontanea, cosa significa vestirsi bene in milonga?

Sappiamo perfettamente che, a seconda dei contesti, esiste un abbigliamento appropriato, quantomeno per convenzione sociale, per non risultare un “pesce fuor d’acqua” e non essere additati come sconvenienti. Ogni contesto ha un  abbigliamento adatto. Sappiamo benissimo, infatti, che non possiamo andare in smoking ad un festa informale o presentarci in pantaloncini corti ad un matrimonio, ma non è assolutamente scontato quale vestiario richieda una milonga.

Lungi da me dirti quale abbigliamento utilizzare ma, se ti fa piacere, vorrei darti due dritte in merito.

Prima di tutto desidero precisare che è importante vestirsi come ci si sente. Io inizialmente, come ho già detto in un mio precedente articolo, andavo in milonga vestita con i miei abiti estivi. Vestitini che mi consentivano di muovermi liberamente ma che non avevano niente a che fare con i vestiti da tango. D’altronde ero una principiante e non mi dispiaceva che si vedesse anche da fuori. La prima cosa che ho comprato sono state le scarpe da tango perché, effettivamente, con le calzature adeguate si balla più agevolmente e si fa meno fatica. Questo non significa che sia inappropriato vestirsi “da tango” sin dall’inizio. Ognuno deve fare quello che lo fa sentire a proprio agio e tutti siamo diversi.

Quindi, se sei alle prime armi, non è obbligatorio vestirsi da tanghera o da tanghero se non ti fa stare a tuo agio. Usa quello che hai a casa pensando però che non deve intralciare il ballo. Quindi niente tubini senza uno spacco profondo, niente gonne lunghissime e a, mio avviso, niente minigonne. Se sei un uomo usa pure il completo elegante o casual che hai a casa con una camicia, meglio non usare pantaloni troppo stretti che impediscono i movimenti e che, sinceramente, non sono neanche un bel vedere.

Abbigliamento da tango:

Non tutte le milonghe sono uguali:

Le milonghe formali (come eventi organizzati in posti raffinati o le milonghe di gala dei festival o gli eventi in cui si assiste ad un concerto prima o durante la milonga ecc.) richiedono un abbigliamento particolarmente curato, vestito o completo da tango per lei, con scarpa nuova o poco consumata, e giacca, cravatta e, perché no, gilet per lui.

Le milonghe meno formali (come eventi all’aperto, milonghe settimanali delle scuole di tango ecc..) necessitano di un abbigliamento meno impegnativo. La donna può concedersi un completo meno elegante e l’uomo si può presentare senza cravatta e con una giacca più sportiva. Insomma sempre curati ma più casual.

Mi raccomando solo di evitare di vestirsi con completi adatti alle esibizioni di tango escenario durante una qualsivoglia milonga, anche la più formale od elegante (sarebbe come andare al compleanno di tuo nipote in frac).

L’abbigliamento tanghero si trova facilmente, ci sono negozi specializzati che vendono ogni genere di abito, gonna, pantalone, scarpe ecc..  e potrai trovare ampia scelta anche durante le milonghe o gli eventi che espongono questi “prodotti” in vendita. Certamente l’importante è scegliere bene. Prova sempre i vestiti per verificare come ti stanno, sovente sono capi fatti a mano e le taglie possono variare. Inoltre ci sono vari modelli di abito, prendi quello che più ti valorizza.

Scarpe da tango

Da donna: Scegliere le scarpe da tango non è semplice. La mia prima scarpa l’ho acquistata con il tacco decisamente troppo alto, era bellissima, nera scamosciata con tacco 10. Poi mi sono resa conto che ballare su quei trampoli era troppo faticoso. Te lo sconsiglio vivamente.

Io porto il 39 e un tacco 8 va più che bene. Ha ugualmente una bella linea ma è più confortevole. Controlla che il plantare sia morbido, quando lo schiacci deve affondare il dito, altrimenti risulteranno troppo dure e ti verrà male ai piedi. Ricorda che il peso della donna è tutto sulla parte anteriore del piede. La suola normalmente è di bufalina o in altro materiale e consente di scivolare in modo corretto. Per la forma e il colore sbizzarrisciti. Ricorda però che le paillettes tendono a staccarsi, pertanto, accertati che le scarpe siano di prima scelta altrimenti, alla prima milonga, resteranno tutte sulla pista.

Da uomo: Per parlare delle scarpe da uomo ho chiesto una consulenza al mio ballerino e vi riferisco le sue parole. Le scarpe da uomo devono essere comode e rispecchiare il gusto di chi le indossa. La suola deve essere in bufalina, almeno all’inizio, perché questo ti consente di abituarti alla precarietà della poca aderenza con il pavimento necessaria per “pivottare” e fare movimenti fluidi. Successivamente si può passare alle suole composite o in cuoio che sono ancora più scivolose. Insomma andate per gradi.

Forse mi sono dilungata un po’ troppo sull’argomento quindi non mi resta che augurarti buona milonga. Al prossimo articolo!

Silvia Bella

Cuneo Tango Festival. Perché partecipare? Tango Argentino.

Inizio, con questo articolo, un altro filone del mio blog dedicato agli eventi ai quali parteciperò. Leggendolo potrai sapere a quali eventi ho intenzione di andare e magari valutare la tua partecipazione con qualche informazione in più.

Inoltre, non appena sarà possibile, mi piacerebbe formare un gruppo e, in quelle occasioni, se vorrai  partecipare insieme a me a qualcuno di questi eventi potrai contattarmi. In questo modo ci potremo conoscere meglio e condividere esperienze tanghere assieme.

Parlerò, in modo più approfondito della partecipazione ai festival e agli eventi di tango in generale, in uno degli articoli del filone di approfondimento mentre, oggi,  mi soffermerò su un festival in particolare, quello di Cuneo.

Il Cuneo Tango Festival, organizzato dalla Associazione Tango de Buenos Aires dei maestri argentini Cecilia Diaz e Oscar Gauna, che conosco personalmente e che sono persone splendide, oltre che maestri molto preparati e generosi, si terrà a Lurisia Terme dal giorno 28 al 30 giugno. Sarà un fine settimana di intenso lavoro e divertimento.

Ho già partecipato all’edizione dell’anno scorso ed è stata una bellissima esperienza. Per questo sono fiduciosa di ritrovare, in questo evento, lo stesso piacere di imparare.

La location

Quest’anno il festival, alla sua VII edizione, si terrà a Lurisia al Palaterme. L’hotel convenzionato è Hotel Reale.

La location, come potete vedere dal programma già pubblicato, si svolge tra l’Hotel Reale e il Palaterme. Le due strutture sono, in ogni caso, molto vicine tra loro. Nessun problema di spostamento quindi.

In entrambe non ci sono mai stata ma leggo buone recensioni e questo fa ben sperare nel servizio e nel confort.

Il programma

Il programma dettagliato lo troverete sul sito dell’Associazione Tango De Buenos Aires  http://www.tangodebuenosaires.it/cuneotangofestival2017/#programma e sulla pagina fb del Cuneo Tango Festival.

Senza entrare nello specifico delle proposte di studio dei vari corsi, mi preme sottolineare che le lezioni sono rivolte a tutti livelli di studio. Qualsiasi livello tu sia, troverai le lezioni adatte a te.

La proposta formativa inoltre comprende anche lezioni di Chacarera, per vari livelli, molto utili se vuoi approfondire o desideri avvicinarti per la prima volta al folklore argentino. Quale migliore occasione di questa per farlo!

Le giornate si snoderanno tra lezioni e momenti di ristoro e, per questi ultimi, avrai la possibilità di partecipare in modo conviviale. Il sabato si ha la scelta tra  l’aperipranzo oppure il pranzo tradizionale, entrambi a prenotazione obbligatoria ed entrambi presso l’Hotel Reale, tra l’altro anche sede di parte delle lezioni proposte.

La domenica, invece, al momento del pranzo sarà proposta una pratica, (una sorta di pranzo ballabile, sempre con prenotazione obbligatoria) nel giardino dell’Hotel Reale. Anche le cene (di venerdì e di sabato) sono da prenotare e verranno servite in Hotel. La Milonga Despedida della domenica inizierà alle 18.30 e, nel programma, non è prevista la cena. Ci sarà, tuttavia, sicuramente la possibilità di cenare qualora ci si voglia fermare fino alla chiusura dell’evento alle ore 23.00.

I maestri

Quest’anno il festival ospiterà due favolose coppie di ballerini: Cinthia Diaz y Bruno Mayo e Malvina Gili y Sebastiàn Zànchez. Pubblicherò sulla pagina facebook “Condivitango” (che vi invito a seguire mettendo un “mi piace”) alcuni link delle loro esibizioni per mostrarti quanto sono bravi e per consentirti di conoscerli meglio.

Inizio a presentarteli in modo virtuale scrivendo qualcosa su di loro:

CINTHIA DIAZ Y BRUNO MAYO

Stimati ballerini ed insegnati di Buenos Aires, sono una giovane coppia che si esprime nel tango come un linguaggio artistico. Propongono un ballo che, attraverso la musica e il movimento, proviene dal cuore. Tutto questo traspare dalle loro performance artistiche.

La loro avventura inizia nel 2006 quando Bruno Mayo vince il campionato Metropolitano di Milonga. Da allora hanno maturato una grandissima esperienza in campo sia dell’insegnamento e sia dello spettacolo.

Attualmente lavorano in giro per il mondo come coreografi ed insegnanti di tango.

MALVINA GILI E  SEBASTIÀN ZÀNCHEZ

Considerati tra i ballerini più brillanti del tango e del folklore argentino, hanno fatto parte di diverse compagnie di tango. Attualmente sono parte del cast del “Tango Desire” e del “Tempotango” con le quali partecipano a spettacoli in giro per il mondo.

Vincitori del 3° posto nel Campionato “Ciutad de Buenos Aires” 2013, vantano altresì innumerevoli esperienze televisive anche con figure di spicco del tango e famose orchestre.

Attualmente lavorano come insegnati a Buenos Aires e da due anni anche in Italia a Lodi, Brescia Cremona (Tango Club Cremona) e Fiorenzuola (Firenze Tango).

Scelta delle lezioni

Guarda, se non lo hai ancora fatto, le esibizioni di queste due coppie di maestri. Potrai farlo agevolmente accedendo alla pagina fb Condivitango (sulla quale ne ho già pubblicate alcune). Nei prossimi giorni ne condividerò delle altre, pertanto, fai attenzione alle notifiche.

Osservando questi ballerini potrai apprezzarne la bravura e l’eleganza. Io non mi voglio assolutamente perdere l’occasione di far lezione con loro. In ogni caso, se sei  interessato a queste lezioni ti consiglio di prenotarle. Le classi potrebbero chiudere le iscrizioni per raggiungimento del numero massimo.

Il prossimo articolo lo dedicherò alle serate del Cuneo Tango Festival e degli ospiti che saranno presenti. L’orchestra e i Tango DJ.

Spero che questo articolo possa esserti utile e possa avvicinarti ancora di più al mondo del tango e a tutte le sue bellezze.

Al prossimo articolo e buon tango a tutti.

Silvia Bella

Come prepararsi alla Milonga. Tango argentino.

Se avete già provato a ballare improvvisando durante le ore di pratica nella vostra scuola, ma non avete ancora provato a cimentarvi sulla pista di una vera milonga, questo è il passo successivo che dovete affrontare.

Come ho già accennato nel mio precedente articolo, per andare in milonga è importante sentirsi preparati ed acquisire un po’ di fiducia in se stessi. E’ corretto che tu abbia aspettato di sentirti un po’ più a tuo agio con i passi del tango, ma ora è il momento di buttarsi.

Se sei un uomo

La milonga può spaventare, specialmente se sei uomo, in quanto iniziare a ballare su una pista, seguendo la ronda, in mezzo ad altri ballerini che si muovono intorno a te, è già di per sé complicato. Ma farlo cercando di eseguire i movimenti corretti e segnalando, al contempo, quelli della ballerina, è ancora più problematico.

E’ comprensibile pertanto che ti possa sentire sotto pressione. Per aiutarti ad affrontare al meglio la tua prima milonga vorrei darti alcuni consigli:

1.Invita ballerine che conosci. Inizialmente invitare ballerine che conosci ti aiuterà a sentire meno l’ansia da prestazione e sentirti più rilassato mentre balli.

2.Balla in centro pista. Per convenzione i ballerini più esperti ballano seguendo una ronda esterna mentre i ballerini meno esperti dovrebbero posizionarsi più all’interno, seguendo una ronda centrale più piccola. In questo modo potrai ballare più tranquillamente senza preoccuparti di fermare la ronda dei ballerini veterani. Ballerai sicuramente con meno ansia.

3.Esegui passi che conosci bene. Per provare i passi appresi nella lezione del giorno prima sono più indicate le pratiche. Balla in modo rilassato proponendo passi conosciuti e fai attenzione al ritmo della musica. Anche se fai pochi passi, se vai a tempo, sarai molto apprezzato.

4.Quando non balli guarda i ballerini più esperti, la postura e il loro modo di ballare in ronda. Si apprende anche così.

In ogni caso l’importante è divertirsi quindi, non considerare la milonga come una prova da superare, ma come l’occasione di divertirsi e di fare nuove amicizie.

Se sei una donna

Se sei una donna avrai meno problemi ad andare in milonga per la prima volta. Almeno in questo frangente siamo fortunate. Io ci sono andata già dopo circa 4 o 5 lezioni (poco più di un mese) e ancor prima di aver comprato le mie prime scarpe da tango (che ho acquistato dopo circa due mesi).

Abbiamo meno problemi ad affrontare la milonga perché siamo guidate dal ballerino. Non dobbiamo pensare alla ronda né alla direzione, ma solo sentire i segnali. L’unico nostro compito, inizialmente, è percepire, con il nostro corpo, il segnale che ci da l’uomo e trasformarlo in movimento.

Non dobbiamo pensare ai passi, non siamo a lezione e non sappiamo in anticipo quello che ci verrà proposto. Dobbiamo solo metterci in ascolto e seguire, senza anticipare i movimenti, all’interno dell’abbraccio del tango.

Durante le mie prime milonghe, tuttavia, ero preoccupata che i ballerini mi potessero proporre passi troppo difficili che non avevo ancora studiato. Probabilmente era una paura infondata perché era chiaro che ero nuova nell’ambiente. In ogni caso mi faceva sentire più sicura comunicare, al tanghero che mi invitava, di essere una principiante. In questo modo ero certa che non mi avrebbe proposto passi eccessivamente complicati. Se questa è anche una tua preoccupazione, qualora fossi invitata da qualcuno che non conosci, potresti fare altrettanto.

Altro consiglio che mi sento di darti è: fai attenzione agli inviti. L’invito infatti potrebbe arrivare anche solo con uno sguardo, la mirada (di cui ho parlato nel precedente articolo). Così se in milonga, un uomo ti guarda insistentemente, probabilmente ti sta invitando a ballare. Tu, se vuoi accettare l’invito, non abbassare lo sguardo e fai un cenno della testa in segno di assenso. Attendi che ti abbia raggiunto ed alzati seguendolo sulla pista e via alle danze.

In ogni caso la parola d’ordine è divertirsi. Quindi, che tu sia ballerino o ballerina… buttati nella tua prima milonga e buon tango a tutti!!! al prossimo articolo.

Silvia Bella

Tango argentino. La milonga e le sue regole.

Quando si può andare per la prima volta in milonga? come devo affrontarla? chi posso invitare e come? Queste sono alcune delle domande che i ballerini alle prime armi si pongono quando iniziano a pensare di andare a ballare in milonga.

Prima di tutto vorrei chiarire cosa sia una milonga. Questo termine, ai più sconosciuto, indica un posto fisico in cui si balla il tango argentino. Può essere in un posto chiuso (un locale, una palestra, una discoteca ecc) oppure anche in un posto aperto (un giardino, una piazza ecc..). Ovunque ci sia musica da tango e dei ballerini che ballano, quella è una milonga.

Normalmente le milonghe sono organizzate in posti in cui sia agevole ballare. Il pavimento deve essere liscio, per consentire ai ballerini di muoversi in modo comodo e di effettuare agevolmente i pivot tipici del tango, e in piano, per tutelare la stabilità dei ballerini.

Di solito la pista da ballo è delimitata da sedie e tavolini ed è li che i ballerini si siedono tra una tanda (insieme di brani musicali suonati in sequenza ed intercalati da una cortina non ballabile) e l’altra. Le dame si siedono e attendono l’invito dei cavalieri.

Questa consuetudine dell’invito dell’uomo, che qualcuno ritiene debba essere superata, deriva dalla tradizione argentina. Il modo più elegante per l’uomo di invitare una dama è con la mirada, uno sguardo. Quando gli occhi di due tangheri si incrociano e nessuno dei due abbassa lo sguardo è fatta. Normalmente la donna risponde con il cabeceo, un gesto della testa che indica assenso. Dopo di che, entrambi raggiungono la pista da ballo incontrandosi nell’abbraccio del tango. Questo ovviamente sarebbe il modo più elegante di invitare, ma sovente capita che il ballerino, per mille motivi, vada direttamente davanti alla ballerina per chiederle di ballare (metodo meno elegante ma sicuramente efficace). Io ti consiglio di usare il primo metodo almeno con le ballerine sconosciute, farai sicuramente un’impressione migliore. Anche le ballerine, in realtà, possono fare la mirada ovverosia cercare, a loro volta, di intercettare lo sguardo del ballerino con cui vogliono ballare, sperando che lui ricambi il suo sguardo, ma ufficialmente l’invito arriva dall’uomo.

Solo in alcuni posti e solo in alcune milonghe, talvolta per consentire a tutte le donne di ballare, gli organizzatori mettono una “tanda rosa”. Una tanda in cui è consentito l’invito alle donne. Ma questa è una eccezione e non so neanche quanto questa pratica sia diffusa.

L’atmosfera della milonga è decisamente seriosa. I ballerini ballano con espressioni concentrate e la musica normalmente varia tra il romantico e lo struggente (molto suggestiva a vedersi) ma le tande di tango e di vals vengono intercalate (a scadenza) da una tanda di milonga (ballo più veloce e più giocoso che trasforma per un attimo l’atmosfera in una sua versione più leggera).

Quando posso andare in milonga? Non c’è un livello minimo di studio di tango per andare in milonga, tuttavia, i ballerini devono sentirsi di farlo in quanto devono poter ballare senza intralciare la ronda (il giro antiorario che convenzionalmente si usa per ballare in pista) e senza mettere in pericolo la ballerina. Per le dame è più semplice perché sono guidate dal loro cavaliere. Queste ultime possono andare in milonga quando ritengono di riuscire ad interpretare almeno i segnali dei passi fondamentali del tango.

Cosa indispensabile da sapere, inoltre, è che la milonga ha il suo galateo. Le regole che vengono applicate in Italia sono meno restrittive di quelle argentine ma, chi vuole parteciparvi, deve conoscerle, ecco le fondamentali:

1.L’abbigliamento in milonga deve essere appropriato al luogo (tratterò in un altro articolo questo argomento)

2.Se la donna è accompagnata, la prima tanda e l’ultima deve ballarle con il suo accompagnatore (evitare di invitare ballerine accompagnate appena arrivate o all’ultima tanda).

3.I ballerini devono ballare in pista seguendo la ronda (girando in senso antiorario, senza zigzagare e senza fare passi indietro per evitare collisioni). L’uomo procede in senso della pista e pertanto deve ballare senza intralciare altri ballerini e proteggendo la sua dama (che balla in senso inverso e non vede la pista) da eventuali urti.

4.Il ballerino deve rispettare il livello di ballo della ballerina che ha invitato proponendole solo passi che conosce o comunque idonei alla sua preparazione. Il primo brano della tanda serve per testare la risposta ai segnali di comunicazione nella coppia e, solo nei brani successivi, possono essere proposti passi più elaborati.

5.In milonga non si insegna e non si parla durante il ballo (il tango richiede concentrazione, chiacchierare deconcentra e rende impossibile ballare senza incorrere in errori, collisioni o infortuni vari).

6.Chi non balla può chiacchierare ma senza disturbare i ballerini, inoltre non può attraversare la pista durante il ballo, ma dovrà camminare ai bordi senza intralciare la ronda.

7.Si deve curare la pulizia personale. Se si suda molto è importante portarsi il necessario per rinfrescarsi. Il tango si balla abbracciati e deve essere un piacere sentire il profumo dell’altro, non un supplizio a causa della sua puzza.

A mio avviso queste sono le regole più importanti che devono assolutamente essere rispettate da tutti coloro che vogliono frequentare una milonga.

Al prossimo articolo e buon tango a tutti.

Silvia Bella

Cose che devi assolutamente sapere per presentarti al meglio alla prima lezione di tango argentino

Scelta la scuola di tango, si avvicina il primo giorno di corso. Può essere che tu ti senta preoccupato/a, d’altronde è un ambiente che non conosci, incontrerai persone nuove e ti potresti domandare “e se non riuscissi ad eseguire i passi che mi insegnano? e se non fossi abbastanza veloce ad apprendere?” Non ti preoccupare.. come dice il detto “nessuno nasce imparato”. Tutti avranno le tue difficoltà e tutti avranno delle grandi soddisfazioni. Si va a lezione per imparare e ognuno lo farà alla propria velocità. Tutti, se seguiranno con entusiasmo i loro maestri, arriveranno a conoscere i fondamentali del tango durante il corso principianti. Alla fine sono “solo passi” se capisci questo sei già a buon punto.

Abbigliamento necessario per la lezione di tango argentino

Come mi devo vestire? che scarpe sono necessarie?

Non è necessario un abbigliamento particolare per andare a lezione di tango argentino. L’importante è vestire in modo comodo. Nelle scuole normalmente fa caldo, vestiti a strati, in questo modo potrai scegliere se rimanere o meno in maniche corte. Ballare “scalda” parecchio! Se sei una donna e scegli di mettere la gonna sarebbe meglio non fosse troppo corta (si evita così la preoccupazione che salga o che si sposti durante il ballo distraendoti dalla lezione) ma neanche troppo lunga (per evitare intralci nei passi e per consentire agli insegnanti di controllare la postura delle tue gambe). Eviterei anche maglie troppo scollate (non che siano vietate, ovviamente) ma, visto che balli con un uomo, speri che si concentri sui passi da fare e non sul tuo seno.

Le scarpe: inizialmente non ti consiglio di acquistare scarpe da tango. Usa scarpe comode che abbiano una suola liscia, di cuoio sarebbe l’ideale. Portati le scarpe che vuoi utilizzare per ballare e cambiatele prima della lezione così eviterai che siano sporche o bagnate. Più le scarpe saranno pulite e asciutte e più saranno idonee. Successivamente, quando avrai deciso di continuare la tua avventura tanghera, potrai addentrarti nel mondo delle scarpe da tango (approfondiremo meglio questo argomento quando parlerò dell’abbigliamento per la milonga). Le donne dovranno assicurarsi che le scarpe che useranno per il tango, oltre ad essere lisce sotto, abbiano un po’ di tacco (per iniziare a capire la postura corretta del piede) e non abbiano zeppa. Un sandalo estivo, chiuso con un cinturino alla caviglia e liscio sotto, sarebbe l’ideale per iniziare.

Cosa portarsi a lezione

Sarà una banalità ma vorrei suggerirti cosa portare a lezione di tango perché, se sei alla prima esperienza, potrebbe esserti utile. Oltre alle scarpe che userai per ballare, sarebbe opportuno avere a disposizione: una bottiglietta d’acqua (ballare mette molta sete), salviette umidificate (sono sempre utili per ogni evenienza) e un telefono cellulare carico (perché normalmente, a discrezione dei maestri, sarà consentito, al termine della lezione, fare un filmato del riepilogo).

Inoltre se arrivi direttamente dal lavoro e non hai avuto la possibilità di passare da casa, ti suggerisco di portarti un qualcosa di pulito da indossare prima di fare lezione (anche solo una maglietta). Rinfrescarsi è sempre una buona idea in quanto il tango è un ballo in cui si sta molto vicini e in questo modo si evitano spiacevoli inconvenienti.

Dovrai infine avere sempre con te la tessera FAITANGO che ti verrà rilasciata il primo giorno (obbligatoria) e la tessera delle lezioni (qualora tu sottoscriva un pacchetto).

Altre “cose” da portarsi a lezione sono: tanta voglia di imparare e tanto entusiasmo. Solo così si può acquisire ed assorbire l’essenza del tango. Imparare con entusiasmo è il modo migliore per diventare bravi ballerini. Ci va pazienza e determinazione. Imparare con la consapevolezza che i risultati arriveranno e che questo ballo vi darà tante soddisfazioni.

Buon tango a tutti e al prossimo post.

Silvia Bella

Iniziare a ballare: Come scegliere la scuola di tango argentino su misura per te

Vi siete incuriositi su come potrebbe essere iniziare a ballare tango argentino, però non avete idea di come poter iniziare a farlo. Come vi ho accennato nel mio primo post io ho lasciato al caso la scelta perché non avevo ricevuto alcuna recensione in merito alle scuole di tango della mia città.

Potete anche scegliere di fare come me ma, se conoscete qualcuno che frequenta già una scuola di tango, la cosa migliore sarebbe quella di informarsi sulla qualità dell’insegnamento che viene impartito. Ciò non toglie che, per chi inizia, non è semplice capire se effettivamente l’insegnamento è di qualità. Sicuramente se la scuola è aperta da parecchio tempo, ha corsi per principianti, intermedi, avanzati (e a volte anche corsi di passaggio tra un livello e l’altro) si presume che sia una buona scelta.

Di fatto quasi tutte le scuole offrono insegnamenti di qualità, ma all’inizio del vostro percorso è più che altro necessario trovare una scuola che sia su misura per Voi. Insomma una scuola che offra un servizio che si sposa bene con te, che stai leggendo in questo momento, e alle tue esigenze. Ecco le cose che dovrai controllare per scegliere quale scuola frequentare:

1.Orari delle lezioni: gli orari delle lezioni devono necessariamente essere compatibili alla tua organizzazione giornaliera. Compatibili all’orario del tuo lavoro e delle altre attività che svolgi. Se non è così, e tutte le volte che hai lezione devi fare i salti mortali, ti stancherai presto di andare a lezione. Ad esempio ci sono scuole che hanno il corso principianti alle 20,00, altre alle 21,00, altre ancora persino più tardi. Alcune magari offrono corsi nel fine settimana e altre al pomeriggio.

2.Partner: si balla con un partner quindi, se non te lo porti da casa, avrai bisogno di un abbinamento con un’altra persona del corso che inizia con te. Fallo presente in quanto, formando le classi, è possibile che si creino degli squilibri tra uomini e donne e quindi non sia possibile frequentare il corso. Tuttavia alcune scuole, normalmente le più strutturate, offrono un servizio di assistenza gratuita (ti abbinano un/a ballerino/a di livello superiore che farà il corso con te per aiutare la scuola a non perdere iscrizioni).

3.Atmosfera: dopo che avrai iniziato le lezioni dovrai sentirti a tuo agio, pertanto l’atmosfera dovrà essere rilassata ma concentrata. Insomma non si va a pettinare le bambole ed è giusto lavorare sodo ma in un ambiente confortevole e rilassato.

4.Insegnanti: gli insegnanti devono essere attenti e cordiali. I maestri “divi” non sono mai generosi di insegnamenti.

5.Costi: ultimamente ho notato che i costi dei corsi sono abbastanza omogenei. Alcune scuole (ormai la maggioranza) richiedono l’acquisto di pacchetti per garantire la continuità dell’insegnamento e per assicurarsi che il numero dei partecipanti non crolli durante i tre mesi di corso o che si creino squilibri nelle coppie di ballo. Questa metodologia serve per garantire entrambe le parti ma dal tuo punto di vista garantisce che non perderai il tuo partner di ballo e che seguirai un percorso lineare e metodico di insegnamento.

6.Pratiche: un’altro importante aspetto nella scelta della scuola di tango, a mio avviso, è la presenza settimanale di almeno un’ora di pratica. La pratica è una “non lezione” ovverosia un momento in cui è previsto che gli allievi della scuola (o anche di altri ballerini, se è a pagamento) pratichino gli insegnamenti ricevuti durante le lezioni. Questo è importante per i principianti che non si sentono ancora di andare a ballare in milonga ma che preferiscono praticare, in modo più rilassato, tra persone conosciute e nella “sicurezza” della propria scuola. La pratica talvolta è assistita, in questo caso è presente un maestro al quale ci si può rivolgere in caso di dubbi sull’esecuzione dei passi. Questo tempo concesso agli allievi per provare serve tantissimo per acquisire sicurezza nei passi e sentirsi poi pronti alla milonga. La pratica può essere gratuita (e normalmente lo è per gli allievi della scuola che hanno acquistato il pacchetto lezioni) oppure a pagamento, in particolar modo qualora sia assistita (normalmente la pratica costa meno della lezione o dell’ingresso alla milonga).

Detto ciò, non vi resta che cercare una scuola di tango su misura per Voi ed iniziare questo meraviglioso percorso di apprendimento. I corsi principianti iniziano normalmente a settembre e a gennaio ma alcune scuole consentono l’ingresso anche a corso iniziato. Inoltre alcune scuole fanno corsi per principianti anche in periodi estivi. Non sono molte ma ci sono. Informatevi!!!!!
Oppure esiste la possibilità di fare vacanze che consentono di iniziare a ballare in modo rilassato e senza altri impegni (ma di questo parlerò in un prossimo post) e se volete commentate questo articolo scrivendo la vostra esperienza, ve ne sarei grata.

Al prossimo post e buon tango a tutti.

Silvia Bella

Il tango argentino. Perché?

Eccomi a scrivere di tango argentino.

Sono anni ormai che sto maturando l’idea di avere un mio blog sul tango argentino. Mi sono chiesta a lungo “Ma perché dovrei scrivere di tango?” e la risposta è sicuramente legata all’esigenza di far uscire l’energia che il tango trasmette, condividendola con altre persone che potrebbero essere interessante a conoscere meglio questo ballo.

Condividere con voi la mia esperienza e il mio modo di vivere il tango argentino. Condividere la passione che questa danza tira fuori e il modo in cui mi ha cambiato la vita. Sono queste le motivazioni che mi portano a scrivere questo blog.

Come ho iniziato e perché proprio il tango argentino?

Era un periodo parecchio difficile della mia vita, per vari motivi, ma sentivo che dovevo fare qualcosa per migliorare le cose. In quel periodo sentii parlare del tango argentino. Non avevo mai preso in considerazione quel ballo, forse perché sin da piccola avevo nei miei ricordi il tango da sala con quella particolare posizione dei ballerini protesi all’indietro in modo così statico e con quei vestiti svolazzanti. Insomma confondevo lucciole per lanterne.

Ma la descrizione che mi avevano fatto di questo ballo poco si sposava con il tango da sala. Ho capito subito che era una cosa totalmente diversa. Così ho deciso di fare una lezione di prova con la prima scuola, della mia città, che mi è apparsa con le ricerche su google. E’ stato amore a prima vista, anzi a primo passo.

Cosa mi ha fatta innamorare del tango argentino?

In primo luogo l’eleganza! Il tango argentino è un ballo elegante, sensuale ma non volgare, ha un suo codice che lo rende d’altri tempi anche in contesti moderni. Ma la cosa che più mi ha intrigata e incuriosita è che il tango è comunicazione. Il ballerino inizia a ballare guidando e proponendo passi che la ballerina non sa in anticipo. La ballerina “sente” il movimento e si muove a sua volta. Il tango è una forma di comunicazione, una lingua universale che per la sua bellezza, eleganza e storicità è stata dichiarata patrimonio dell’umanità. E scusate se è poco.

Ci sarebbero veramente tantissime cose da dire sul tango argentino. Non posso ovviamente esaurire l’argomento in questo post. Ho intenzione di scrivere regolarmente post sul tango condividendo con voi argomenti, domande, e portandovi virtualmente con me negli eventi a cui parteciperò.

Inoltre mi piacerebbe veramente tanto poter creare un gruppo di tangheri che possano condividere anche nel mondo reale il loro tango. Condividere eventi, gite, milonghe (posti in cui si balla), festival. Un’unione che vada al di la dei gruppi formati dalle scuole di tango. La forza di questo gruppo sarà l’essere composto da ballerini provenienti da più scuole, ognuna delle quali porta insegnamenti diversi, questa eterogeneità darà veramente una marcia in più ai suoi componenti. Il mio sogno è infatti creare un gruppo che unisca le diversità nell’unicità del tango. Ogni ballerino, in questo modo, avrà la possibilità di trovare il suo tango e non essere, nella migliore delle ipotesi, una copia del suo insegnante.

A prestissimo e buon tango a tutti.

Silvia Bella